I4.0 legge 160 2019

Incentivi Industria 4.0 con la Legge di Bilancio n. 160/2019

CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI (LEGGE DI BILANCIO 2020).

La Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, all’articolo 1, commi da 184 a 197 (cd. ‘Legge di Bilancio 2020), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019, ridefinisce la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano nazionale Impresa 4.0, introducendo unnuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi. Tale nuova disciplina, in vigore dal 1° gennaio 2020, sostituisce quelle previgenti del super ammortamento (Legge n. 208/2015, art. 1, commi da 91 a 94) e dell’iper ammortamento (Legge n. 232/2016, art. 1, commi da 8 ad 11), che restano applicabili agli investimenti in beni strumentali effettuati fino al 31 dicembre 2019, ovvero ‘prenotati’ a tale data mediante:
  1. un ordine confermato dal fornitore;
  2. il versamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione del bene.
La nuova agevolazione per gli investimenti in beni strumentali, mutua il suo ambito applicativo, oggettivo e soggettivo, dalla disciplina del super ed iper ammortamento, ma da maggiorazione del costo di acquisto del bene (e quindi da maggiorazione dell’ammortamento in dichiarazione dei redditi) diviene un credito d’imposta. La nuova norma prevede, infatti, la concessione di un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, dalle imprese che dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 (ovvero entro il 30 giugno 2021, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 sia soddisfatta la duplice condizione relativa all’ordine ed all’acconto minimo del 20%), effettuino investimenti nei beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive localizzate sul territorio dello Stato.

Ambito oggettivo di applicazione del credito d’imposta

Gli investimenti per i quali viene riconosciuto il beneficio del nuovo credito d’imposta, risultano i seguenti:
  • Beni Materiali Strumentali Nuovi, di cui al comma 188, dell’art. 1, della Legge n. 160/2019 (beni ex super ammortamento);
  • Beni Materiali Strumentali Nuovi, secondo il modello Industria 4.0, di cui al comma 189, dell’art. 1, della Legge n. 160/2019 (beni ex iper ammortamento);
  • Beni Immateriali Strumentali Nuovi, secondo il modello Industria 4.0, di cui al comma 190, dell’art. 1, della Legge n. 160/2019 (beni ex iper ammortamento dei beni immateriali di cui all’Allegato B della cd. ‘Legge di Bilancio 2017’).
Le aliquote del credito d’imposta per le diverse tipologie di investimenti in beni strumentali, i limiti e modalità di utilizzo, possono essere riepilogati nel modo seguente:
Tipologia di investimenti Limite Credito d’imposta Utilizzo
Beni Materiali Strumentali Nuovi (comma 188) ex ‘super ammortamento’ fino ad euro 2 milioni 6% 5 quote annuali di pari importo
Beni Materiali Strumentali Nuovi di cui all’allegato A) della Legge di Bilancio 2017 (comma 189), ex ‘iper ammortamento’ beni materiali fino ad euro 2,5 milioni 40% 5 quote annuali di pari importo
oltre euro 2,5 milioni – fino ad euro 10 milioni 20%
Beni Immateriali Strumentali Nuovi di cui all’allegato B) della Legge di Bilancio 2017 (comma 190), ex ‘iper ammortamento’ beni immateriali fino ad euro 700.000 15% 3 quote annuali di pari importo
 

Soggetti interessati dal credito d’imposta

L’ambito applicativo soggettivo è esteso a “tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.  Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori”. (art. 1, co. 186, L. n. 160/2019)  

Utilizzo del Credito d’imposta in compensazione

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione sul modello F24 e “non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e di cui all’articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”. (art. 1, co. 191, L. 160/2019) L’utilizzo in compensazione del credito d’imposta:
  • decorre “dall’anno successivoa quello di entrata in funzione dei beni per gli investimenti di cui al comma 188, ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti di cui ai commi 189 e 190 (ovvero per i beni 4.0)”;
  • avviene in 5 quote annualidi pari importo, ridotte a 3 nel caso di beni immateriali di cui all’allegato B annesso alla Legge di Bilancio 2017;
  • richiede l’effettuazione di una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico, il cui modello, contenuto, modalità e termini di invio, verrà stabilito da un successivo apposito decreto direttoriale;
Il credito d’imposta non potrà formare oggetto di cessione o di trasferimento, neanche all’interno del consolidato fiscale.

Beni non agevolabili

Risultano esclusi dall’agevolazione (art. 1, comma 187, Legge n. 160/2019):
  • i beni compresi nell’articolo 164, comma 1, del TUIR (autoveicoli ed altri mezzi di trasporto);
  • i beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni di cui all’allegato 3 annesso alla Legge 28 dicembre 2015, n. 208;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Credito d’imposta non imponibile e cumulabile

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRES, ne della base imponibile ai fini IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109 del TUIR. Il credito d’imposta è inoltre cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi costi, purché tale cumulo, tenuto conto dell’esenzione IRES ed IRAP non determini il superamento del costo sostenuto.

Conservazione documentazione di spesa

I soggetti che si avvalgono del credito d’imposta, ai fini dei successivi controlli, sono tenuti a conservare, a pena di revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. Inoltre, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati, devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 dell’articolo 1, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Perizia tecnica per i beni di costo superiore ad euro 300.000

In relazione agli investimenti previsti dai commi 189 e 190 (ovvero quelli ex ‘iper ammortamento’), il cui costo unitario sia superiore ad euro 300.000, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, od un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui all’allegato A) ed all’allegato B) della Legge n. 232/2016 e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione inferiore ad euro 300.000, in luogo della perizia tecnica (o dell’attestato di conformità) può essere adempiuto mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante.

Modalità di determinazione del credito d’imposta

Il credito d’imposta è parametrato percentualmente al costo di acquisto del bene determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b) del TUIR. Per gli investimenti in leasing (ossia a mezzo di contratti di locazione finanziaria), si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Restituzione del credito d’imposta

Qualora entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento i beni agevolati vengano ceduti a titolo oneroso o siano destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, il credito d’imposta viene ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito d’imposta eventualmente già utilizzato in compensazione deve essere direttamente riversato dal soggetto entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica l’evento, senza applicazione di sanzioni ed interessi.

Confronto tra Nuovo Credito d’Imposta e Disciplina vigente in precedenza

1. con riferimento agli investimenti in Beni materiali strumentali nuovi di cui al comma 188 (beni ex super ammortamento), va anzitutto precisato che il credito d’imposta si applica, alle stesse condizioni e negli stessi limiti, anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni. Per una società soggetta ad IRES 24%, il credito d’imposta del 6% accordato, rappresenta un’agevolazione leggermente inferiore a quella previgente nel cd. ‘super ammortamento’. Infatti, il beneficio stimabile in precedenza era del 7,2% (ossia pari al 24% del 30% di maggiorazione accordata nel 2019). In tabella si riepilogano le caratteristiche delle normative che si sono susseguite dal 2016 al 2019 in materia di ‘super ammortamento’, messe a confronto con il nuovo credito d’imposta previsto con decorrenza dal 2020:
Anno di investimento Metodo di fruizione agevolazione Limite in euro Aiuto % Periodo fruizione
2016 e 2017 maggiorazione del costo d’acquisizione senza limiti + 40% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
2018 maggiorazione del costo d’acquisizione senza limiti + 30% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
da 01/01/2019 al 31/03/2019 Nessuna agevolazione
da 01/04/2019 a 31/12/2019 maggiorazione del costo d’acquisizione fino a 2,5 milioni + 30% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
2020 Credito d’imposta fino a 2 milioni 6% 5 periodi d’imposta dal periodo successivo all’entrata in funzione
  2. con riguardo poi agli investimenti in Beni Materiali Strumentali Nuovi, secondo il modello Industria 4.0, di cui al comma 189 (beni ex iper ammortamento), per una società soggetta ad IRES 24%, il credito d’imposta del 40% accordato, rappresenta un’agevolazione leggermente inferiore a quella previgente nel cd. ‘iper ammortamento. Infatti, il beneficio stimabile in precedenza era per il primo scaglione del 40,8% (ossia pari al 24% del 170% di maggiorazione accordata nel 2019). In tabella si riepilogano le caratteristiche delle normative che si sono susseguite dal 2017 al 2019 in materia di ‘iper ammortamento’, messe a confronto con il nuovo credito d’imposta previsto con decorrenza dal 2020:
Anni Metodo di fruizione agevolazione Limite in euro Aiuto % Periodo fruizione
2017 e 2018 maggiorazione del costo d’acquisizione senza limiti + 150% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
2019 maggiorazione del costo d’acquisizione fino a 2,5 milioni + 170% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
da 2,5 milioni a 10 milioni +100% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
oltre 10 milioni e fino a 20 milioni +50% durata ammortamento fiscale ex D.M. 31/12/1988
2020 Credito d’imposta fino a 2,5 milioni 40% 5 periodi d’imposta dal periodo successivo interconnessione
oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni 20% 5 periodi d’imposta dal periodo successivo interconnessione
  3. Infine, con riferimento ai Beni Immateriali Strumentali Nuovi, secondo il modello Industria 4.0, di cui al comma 190, (beni ex iper ammortamento beni immateriali allegato B), per una società di capitali soggetta ad IRES 24%, il credito d’imposta del 15% accordato, rappresenta un’agevolazione decisamente superiore a quella previgente nel cd. ‘iper ammortamento’. Infatti, il beneficio stimabile in precedenza era per il primo scaglione del 9,6% (ossia pari al 24% del 40% di maggiorazione accordata nel 2019), sebbene con il limite massimo di investimento introdotto di euro 700.000. In tabella si riepilogano le caratteristiche delle normative che si sono susseguite dal 2017 al 2019 in materia di ‘iper ammortamento’, messe a confronto con il nuovo credito d’imposta previsto con decorrenza dal 2020 per gli investimenti in beni immateriali di cui all’Industria 4.0:
Anni Metodo fruizione agevolazione Limite  in euro Aiuto % Periodo di fruizione
2017, 2018 e 2019 maggiorazione del costo d’acquisizione senza limiti, ma con il vincolo di subordinazione al bene materiale + 40% durata ammortamento fiscale
2020 credito d’imposta Fino a 700 mila euro Assenza vincolo di subordinazione 15% 3 periodi d’imposta dal periodo successivo all’interconnessione

Considerazioni sui beni ordinari nel 2019, per la consegna entro il 30 giugno 2020

Chi ha ordinato i beni interessati dal cd. ‘super ammortamento’ pagando l’acconto del 20% entro il 31 dicembre 2019 può valutare se farli consegnare prima del 30 giugno 2020 (con il conseguente mantenimento del ‘super ammortamento’) oppure posticipare la consegna al periodo decorrente dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, facendo decadere l’effetto ‘prenotativo’ 2019 e beneficiare così del nuovo credito di imposta.

Primi chiarimenti di Telefisco di fine gennaio 2020

Le questioni su cui l’Agenzia è intervenuta, offrendo risposte scritte ai quesiti posti dagli esperti fiscali, sono quattro: la non applicazione della stretta sulle compensazioni prevista del decreto fiscale ai nuovi crediti d’imposta; come si fruisce il credito d’imposta in caso di interconnessione negli anni successivi; da quando parte il periodo di osservazione valido ai fini del recupero / recapture dell’incentivo in caso di delocalizzazione o dismissione del bene; come trattare gli investimenti in beni 4.0 “prenotati” nel 2018 e finalizzati nel 2020. Benché questi pareri non abbiano alcun valore ufficiale, sovente sono stati poi inseriti dall’Agenzia in successive circolari. Vanno quindi comunque tenuti in considerazione.
Credito d’imposta da agevolazioni fuori dal limite sulle compensazioni
L’articolo 3 del decreto legge 124/19 (decreto fiscale) impone che per fruire delle compensazioni derivanti da crediti d’imposta superiori a 5 mila euro occorra attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questa previsione, spiega l’Agenzia, non si applica alla compensazione dei crediti d’imposta di natura agevolativa – quindi nemmeno al neonato credito d’imposta per investimenti in beni strumentali -, ma solo ai crediti Iva, ai crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’Irap. È importante ricordare però che per l’utilizzo in compensazione di tutti i crediti occorre presentare il modello F24 tramite i servizi telematici resi disponibili dall’agenzia delle Entrate.
Calcolo delle cinque quote dell’incentivo in caso di interconnessione in periodo successivo all’acquisto
Cosa succede se si interconnette un bene in un anno successivo a quello in cui lo si è acquistato? Il comma 191 della legge di bilancio 2020 stabilisce esplicitamente che, nel caso in cui l’interconnessione dei beni avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione, “è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante ai sensi del comma 188”, cioè utilizzando intanto il credito d’imposta al 6% per i beni strumentali non 4.0. È lo stesso meccanismo che era in vigore con l’iperammortamento: finché non si interconnetteva il bene, si fruiva momentaneamente del superammortamento e poi si recuperava l’inventivo completo dopo l’interconnessione. Con il nuovo sistema dei crediti d’imposta il dubbio è su come distribuire nel tempo il credito d’imposta al 40% se si è già fruito per uno o più anni di quello al 6%. Le Entrate chiariscono che, in questo caso, si dovrà calcolare il beneficio spettante residuo (al netto quindi di quanto già fruito in virtù del credito al 6%) e poi suddividere la parte rimanente in cinque nuove quote, ricominciando quindi il quinquennio di calcolo dell’agevolazione.
I due anni di osservazione per la “recapture” in caso di disinvestimento o delocalizzazione
Anche per il nuovo credito d’imposta è previsto (comma 193 della legge 160/19) il meccanismo del recapture, cioè la restituzione dell’incentivo fruito quando si fa un disinvestimento o una delocalizzazione dei beni agevolati “entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento”. Questa previsione non vale più per i soli beni 4.0 ma per tutti i beni strumentali. L’Agenzia spiega da quale momento vadano calcolati i due anni di “osservazione”, dicendo che il riferimento letterale all’anno di effettuazione dell’investimento, anziché a quello di entrata in funzione o a quello di interconnessione dei beni “deve imputarsi a un mero difetto di coordinamento formale” dal momento che, senza l’entrata in funzione o l’avvenuta interconnessione dei beni, non ci sarebbe alcun credito d’imposta su cui operare il ricalcolo e neanche l’eventuale riversamento. E quindi il termine finale del “periodo di osservazione” previsto dalla disciplina va correttamente individuato, rispettivamente, con il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell’entrata in funzione o a quello dell’avvenuta interconnessione. L’Agenzia sottolinea infine che La possibilità di derogare al recapture effettuando investimenti sostitutivi, cioè comprando altri beni di uguale o maggior valore, si applicano solo per i beni 4.0 indicati nell’allegato A e non quindi per i beni strumentali “semplici”.
Caso di un investimento del 2018 interconnesso nel 2020
Come si applica l’iperammortamento relativamente a un bene che, a fronte di un ordine accettato (con versamento di regolare acconto del 20%) nel dicembre 2018, viene consegnato nel 2020? Sul punto l’Agenzia ritiene che “la mancata consegna (effettuazione) dell’investimento entro la data del 31 dicembre 2019 – termine ultimo previsto dall’articolo 1, comma 30, della legge di Bilancio 2018 – impedisce al contribuente di avvalersi delle disposizioni contenute in tale norma”. In altre parole, con il 31 dicembre “scade” la prenotazione. Si entra quindi sotto la disciplina della legge di bilancio 2019, che aveva prorogato l’iperammortamento modificando però le aliquote. A condizione però che l’investimento venga effettuato (bene interconnesso) entro il 31 dicembre 2020, limite massimo a cui si estende la disciplina della legge di bilancio 2019.
In caso di dubbi siamo a disposizione per approfondimenti tecnici, consulenze preventiva all’acquisto dei beni I4.0 e per le analisi tecniche e relative perizie tecniche giurate e non.
Innovation Manager

Il 26 novembre scade la possibilità di richiedere un Innovation Manager in azienda

Il MISE, con l’intento di supportare le aziende nel loro processo di digitalizzazione e miglioramento della propria competitività, ha messo a disposizione dei voucher per la consulenza in innovazione per le aziende che intendono cavalcare la trasformazione digitale, ossia i cosiddetti “Innovation Manager“.

Le aziende che intenderanno usufruire delle competenze degli iscritti a questo albo, potranno accedere ad un consistente beneficio fiscale.

L’ing. Alberto Miotti è accreditato nell’Albo degli Innovation Manager del MISE e tramite la collaborazione con il Polo Tecnologico di Pordenone (centro di trasferimento I4.0 certificato dal Mise) siamo in grado di poter mettere a disposizione una squadra di 20 Innovation Managers iscritti nell’apposito Albo Innovation Manager del Mise, tra cui poter individuare quello che fa al caso vostro per il vostro progetto di innovazione.

Fino alle 17:00 del  26 novembre le aziende potranno procedere alla compilazione on-line dell’istanza.

A partire dalle 10:00 del 3 dicembre si aprirà poi lo sportello per l’invio vero e proprio delle domande di agevolazione, secondo la modalità del c.d. “click day”.
 

Risorse disponibili

Il budget complessivo disponibile per la concessione delle agevolazioni, per le annualità 2019 e 2020, ammonta a 50.000.000 euro (su uno stanziamento totale di 75 milioni di euro), con 2 distinte riserve.
La prima, pari al 25%, è destinata alle imprese che, sia alla data di presentazione della domanda che alla data di ammissione al contributo, risultino essere di micro e piccola dimensione e alle reti di impresa; la seconda, pari al 5%, è a favore delle PMI in possesso del rating di legalità.
 
Con successivo decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese saranno disciplinati i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sulle rimanenti risorse finanziarie stanziate per l’intervento.
 

Chi può partecipare

Possono beneficiare dei contributi le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al voucher, si qualificano come micro, piccole e medie imprese ai sensi della normativa vigente (Raccomandazione 2003/361/CE e Decreto ministeriale 18 aprile 2005) e che hanno la sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e sono iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente.
Sono ammesse anche le reti di imprese, costituite esclusivamente di micro, piccole e medie imprese ed aventi un numero di imprese aderenti non inferiore a 3.
 
Ai fini dell’ammissibilità, il contratto di rete deve prevedere obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva delle imprese aderenti coerenti con le finalità del progetto innovativo oggetto della domanda di contributo.
 

Cosa finanzia

I voucher finanziano l’inserimento in azienda di figure specialistiche in grado di implementare le tecnologie e ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi delle imprese.
 
Sono in particolare ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.
La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 nonché a indirizzare e supportare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.
 
Le prestazioni consulenziali devono essere obbligatoriamente fornite da un manager iscritto nell’elenco degli Innovation Manager tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete nella cui struttura viene temporaneamente inserito (le domande per l’inserimento nell’elenco possono essere presentate dalle 10 del 27 settembre alle 17 del 25 ottobre 2019).
 
Il contratto di consulenza dovrà avere una durata non inferiore a 9 mesi e non superiore a 15 mesi. Ogni manager iscritto all’elenco potrà stipulare, nell’arco dello stesso anno solare, un solo contratto di consulenza rilevante ai fini dell’agevolazione.
 

Importo voucher

Il voucher spettante a ciascuna impresa beneficiaria, erogato in “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 e non cumulabile con altre misure di aiuto in esenzione da notifica aventi ad oggetto le medesime spese ammissibili, sarà pari:
  • per le micro e piccole imprese: al 50% dei costi sostenuti in relazione a ciascun periodo d’imposta, nel limite massimo annuo di 40.000 euro;
  • per le medie imprese: al 30% dei costi sostenuti in ciascun periodo d’imposta, nel limite massimo annuo di 25.000 euro;
  • per le reti di imprese: al 50% dei costi sostenuti in ciascun periodo d’imposta, nel limite massimo complessivo annuo di 80.000 euro.

 

Come presentare le domande

Le domande di accesso alle agevolazioni dovranno essere presentate, esclusivamente tramite la procedura informatica accessibile nell’apposita sezione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it), previa identificazione e autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.
 
L’accesso alla procedura informatica è riservato al rappresentante legale del soggetto proponente, come risultante dal certificato camerale del medesimo, il quale può conferire ad altro soggetto delegato il potere di rappresentanza per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.
 
Per le reti non dotate di soggettività giuridica, ovvero per i soggetti proponenti amministrati da una o più persone giuridiche o enti diversi dalle persone fisiche, l’accesso alla procedura informatica può avvenire solo previo accreditamento degli stessi e previa verifica dei poteri di firma in capo all’Organo comune, ovvero al legale rappresentante.
 
A tale fine, il soggetto proponente deve inviare, a partire dalle ore 10:00 del 31 ottobre 2019 ed esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (PEC), una specifica richiesta alla PEC managerinnovazione@pec.mise.gov.it riportante nell’oggetto “Voucher per consulenza in innovazione – richiesta accreditamento alla procedura informatica”, corredata dei documenti e degli elementi utili a permettere l’identificazione dello stesso soggetto proponente, del suo rappresentante e dell’eventuale delegato alla presentazione della domanda di agevolazioni. Gli adempimenti tecnici connessi a tale fase di accreditamento sono svolti nel termine di 5 giorni lavorativi a partire dalla ricezione della richiesta.

 

Iter in 3 fasi

La procedura di accesso ai contributi si distingue in tre fasi.
In una prima fase, che sarà attiva dalle ore 10.00 del 31 ottobre 2019, il soggetto proponente, ai fini dello svolgimento delle successive procedure di compilazione e invio della domanda di prenotazione del voucher, potrà verificare il possesso dei requisiti tecnici e delle necessarie autorizzazioni per accedere e utilizzare la procedura informatica. In tale fase, in particolare, sarà possibile constatare la validità della Carta nazionale dei servizi e il corretto funzionamento della posta elettronica certificata (PEC), nonché accertare il possesso dei poteri di firma in relazione al soggetto giuridico che intende presentare la domanda di accesso alle agevolazioni.
 
A partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2019 e fino alle ore 17.00 del 26 novembre 2019, sarà possibile compilare l’istanza e caricare i relativi allegati.
 
La procedura informatica espone, in via preliminare, alcuni dati richiesti ai soggetti proponenti, acquisiti in modalità telematica dal Registro delle imprese. Ai fini della corretta compilazione della domanda, il soggetto proponente è tenuto a:
  • provvedere all’eventuale aggiornamento dei propri dati presso il Registro delle imprese;
  • verificare i dati acquisiti in modalità telematica dal Registro delle imprese;
  • fornire le eventuali precisazioni richieste dalla procedura informatica.
Al termine dell’inserimento di tutte le informazioni, se tutti i dati sono corretti e non è più necessario apportare alcuna modifica, è possibile chiudere la compilazione e generare il modulo di domanda sotto forma di “pdf” immodificabile (contenente le informazioni e i dati forniti dell’impresa proponente), che dovrà essere scaricato e firmato digitalmente.
 
La domanda firmata digitalmente dovrà essere caricata sulla piattaforma, con conseguente rilascio del “codice di predisposizione domanda” necessario per l’invio della stessa.
 
In fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, il soggetto proponente è tenuto a indicare il manager qualificato con cui intende sottoscrivere il contratto per le prestazioni di consulenza specialistica ammissibili al contributo, individuandolo tra i soggetti dell’elenco MiSE.
 
Qualora il manager qualificato sia indicato nell’ambito di una domanda di agevolazione la cui compilazione risulti predisposta e ultimata, lo stesso non potrà essere ulteriormente selezionabile da altri soggetti proponenti.

 

Click day

L’invio delle domande caricate sarà possibile a partire dalle ore 10:00 del 3 dicembre 2019.
 
Le agevolazioni saranno concesse nei limiti della dotazione finanziaria. La chiusura dello sportello per la presentazione delle domande sarà disposta con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese e comunicata nel sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico e nella Gazzetta Ufficiale (le domande presentate nelle more della chiusura dello sportello che non trovano copertura finanziaria si considerano decadute).
 
Le domande di agevolazione saranno ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico di presentazione, tenuto conto delle riserve.
 
Per le domande le cui verifiche si concluderanno con esito positivo, il Ministero procederà, entro 90 giorni dal termine di chiusura dello sportello, ad adottare, tramite decreto, un provvedimento cumulativo di concessione delle agevolazioni, che pubblicherà sul proprio sito.

 

Innovation Manager

Innovation Manager: dal 7 novembre le domande per richiedere il Voucher

Sul sito del MiSE è stato pubblicato il comunicato stampa in cui si dà conto del “Decreto direttoriale 25 settembre 2019 – Voucher per consulenza in innovazione” che disciplina le modalità e i termini per la presentazione delle domande e per l’erogazione dell’agevolazione prevista per gli Innovation Manager, di cui avevamo riportato alcuni dettagli in un precedente articolo.

La misura ha l’obiettivo di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMIe delle reti d’impresa, presenti su tutto il territorio nazionale.

Le aziende che intenderanno usufruire delle competenze degli iscritti a questo albo, potranno accedere ad un consistente beneficio fiscale.

L’agevolazione verrà concessa sulla base di una procedura a sportello, per cui le domande inviate dalle imprese e dalle reti d’impresa verranno ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

Le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2019, per le annualità 2019 e 2020, per questo tipo di interventi sono pari complessivamente a 50 milioni di euro.

La presentazione delle domande di agevolazione è strutturato secondo questi passi:

  1. Verifica preliminare del possesso dei requisiti di accesso alla procedura informatica, a partire dalle ore 10:00 del 31 ottobre 2019.
  2. Compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 7 novembre 2019 e fino alle ore 17.00 del 26 novembre 2019.
  3. Invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 3 dicembre 2019.

Ulteriori informazioni e link al MiSE:

Il nostro studio potrà fornirvi le indicazioni del caso qualora siate interessati ad usare i Voucher per i Vostri progetti di trasformazione digitale, proponendovi degli Innovation Manager qualificati.

 

Contattaci per informazioni