Da settembre a ottobre si apre la lista per gli Innovation Manager

Il MISE, tramite un decreto appena pubblicato, ha definito modalità e termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’elenco dei professionisti qualificati per la consulenza in innovazione per le aziende che intendono cavalcare la trasformazione digitale, ossia i cosiddetti “Innovation Manager“.

Le aziende che intenderanno usufruire delle competenze degli iscritti a questo albo, potranno accedere ad un consistente beneficio fiscale.

Iscrizione all’albo degli Innovation Manager

Il MISE ha definito i dettagli per l’iscrizione all’albo dei consulenti in innovazione.

 L’iscrizione potrà avvenire dalle ore 10 del 27 settembre alle ore 17 del 25 ottobre tramite l’apposita sezione “voucher per consulenza in innovazione” disponibile sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico.

I dettagli ad oggi disponibili sia per i professionisti che vogliano registrarsi come Innovation Manager, sia per le aziende interessate a qualificarsi come “fornitrici” di Innovation Manager, sono disponibili sul sito del MISE.

Alcuni sono modelli “facsimile” e supponiamo che i modelli definitivi verranno pubblicati in settembre, ma sono utili per cominciare a capire il tipo di dettagli che verranno richiesti.

LINK ai documenti del MISE:

È atteso a breve un ulteriore decreto relativo alle modalità per la richiesta dei voucher da parte delle aziende per la fruizione dei servizi di consulenza da parte dei manager o delle società di consulenza iscritti all’albo.

Voucher per gli Innovation Managers in Gazzetta Ufficiale

Il 1 luglio 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 il decreto attuativo del MiSE sul “Voucher per l’Innovation Manager”relativo al decreto ministeriale del 7 maggio 2019.

Il decreto ha l’obiettivo di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti d’impresa, presenti su tutto il territorio nazionale attraverso il profilo dell’Innovation Manager, ossia un consulente esperto che possa sostenere le PMI che ne faranno richiesta nella trasformazione digitale.

Ambiti di intervento

Questa figura potrà agire in questi ambiti:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud, fog e quantum computing;
  • cyber security;
  • integrazione delle tecnologie  nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo-macchina (HMI);
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  • internet delle cose e delle macchine (IoT, IIoT…);
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
  • programmi di open innovation.

Quindi si considerano non solo le c.d. tecnologie abilitanti ma anche incarichi manageriali che possono inoltre indirizzare e supportare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

È espressamente prevista l’esclusione di servizi di consulenza specialistica relativi ad ordinarie attività amministrative, aziendali o commerciali, tra cui servizi di consulenza in materia fiscale, contabile, legale, di promozione commerciale o pubblicitaria.

Dotazione economica

La dotazione della legge di Bilancio per il 2019 vale 25 milioni di euro e per il 2020 e 2021 vale altri 50 milioni di euro per un totale di 75 milioni di euro che costituiscono i contributi a fondo perduto dedicati a pagare le consulenze specialistiche per l’innovazione. 

La legge di Bilancio

Il contributo per le micro e piccole imprese è stato stabilito come pari al 50% dei costi sostenuti nel corso del periodo di imposta, entro il limite di 40mila euro.
Per le medie imprese il contributo vale il 30%, con tetto a 25mila euro.
In caso di adesione a un contratto di rete, il contributo è del 50%, con limite a 80mila euro.

Albo/Elenco degli Innovation Manager?

I contributi sono legati alla stipula di di un contratto di consulenza tra l’impresa e la società di consulenza o il manager, scelti da “un elenco istituito con apposito decreto del ministro dello Sviluppo economico”.

Questo elenco non è stato tuttavia ancora definito ancorché a gennaio si riportasse che “Entro 90 giorni da oggi il MISE, con apposito Decreto, dovrà stabilire i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione dei contributi e l’istituzione dell’elenco delle società e dei professionisti dal quale selezionare il “Voucher (Innovation) Manager”, quindi l’elenco era atteso entro lo scorso aprile. 

Vincoli

Viene richiamato il fatto che ogni manager potrà stipulare, nel corso di ogni anno solare, un solo contratto di consulenza come Innovation Manager.

Si conferma che anche i competence center e i centri di trasferimento tecnologico saranno abilitati a fornire gli Innovation Manager alle aziende. 
Inoltre le società (es. le società di consulenza) che vogliano fornire i manager potranno fornire non più di dieci nomi per l’elenco da cui le imprese potranno attingere, dopo l’accredito dei manager all’opportuno elenco.

Per quanto riguarda l’impresa, condizione necessaria per la fruizione del beneficio è la sottoscrizione di un contratto di servizio di consulenza tra le imprese o le reti di imprese beneficiarie e una società di consulenza o un manager qualificato iscritto nell’elenco di durata non inferiore a nove mesi: il contratto deve prevedere contenuto, finalità e modalità organizzative.

La sottoscrizione del contratto deve inoltre essere successiva alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo, in coerenza con la finalità incentivante della misura.

Il Decreto attuativo ha inoltre introdotto un ulteriore limite di ammissibilità di una sola domanda di contributo per ciascuna impresa e ciascuna rete lungo tutta la durata dell’agevolazione: solo in caso di mancato accoglimento della domanda sul 2019 è possibile ripresentare una domanda per il 2020.

Altri provvedimenti da approvare

Con successivi provvedimenti, il Mise fornirà indicazioni sulle modalità e i termini per l’iscrizione all’elenco dei manager abilitati a fornire le consulenze, e per la presentazione delle domande di agevolazione da parte delle PMI e delle reti d’impresa.

Considerazioni sulle tempistiche

Considerando i tempi tecnici e politici per la definizione degli ulteriori decreti, la loro pubblicazioni, le tempistiche per l’attivazione delle varie piattaforme digitali politici, probabilmente l’iter si concluderà negli ultimi 3 o 4 mesi dell’anno, per cui riteniamo che lo strumento degli esperti dell’innovazione al servizio delle aziende andrà compiutamente a regime nel 2020.

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Decreto Crescita: ritorna il superammortamento per il 2019!

Dopo averlo cancellato con la legge di bilancio 2019 ecco che il decreto Crescita sancisce il ritorno al superammortamento al 130% per l’acquisto di nuovi macchinari.

Il Governo alla fine dello scorso anno aveva infatti introdotto uno sconto di 9 sull’IRES degli utili reinvestiti in macchinari o in nuove assunzioni, conglobando il superammortamento previsto dalle precedenti leggi di bilancio.

Sembra che la scelta non si sia rivelata un gran successo visto che il nuovo decreto (“salvo intese” ossia il Governo si riserva di modificare il disegno di legge prima di sottoporlo al Parlamento) lo reintroduce.

 
Ad ogni modo il decreto Crescita reintroduce uno e mantiene l’altro, sebbene in misura ridotta (mini IRES).
L’agevolazione sul reddito d’impresa godrà di regole semplificate.
 
Viene potenziata inoltre la Nuova Sabatini, che permette il finanziamento agevolato sugli acquisti di macchinari e sugli investimenti digitali delle PMI portando la soglia massima a 4 milioni di euro e l’erogazione del contributo in un’unica soluzione per gli investimenti fino a 100mila euro.
 

Le regole del superammortamento 2019

Il superammortamento al 130%  che viene reintrodotto è tale e quale a quello in vigore fino all’anno scorso e si applica ai beni strumentali nuovi, con l’esclusione dei veicoli e mezzi di trasporto, effettuati dal primo aprile al 31 dicembre 2019, oppure entro il 30 giugno 2020 a condizione che entro la fine di quest’anno sia stato effettuato l’ordine e pagato un acconto pari ad almeno il 20%.

Il superammortamento non si applica sulla parte di investimenti che eccedono i 2,5 milioni di euro.
 

Considerazioni 

 
La nostra opinione, sulla scorta dell’esperienza maturata fino ad ora e cioè da quando è stato approvato il “Piano Nazionale Industria 4.0”, è che il superammortamento aiuti sicuramente le aziende nel rinnovamento del loro parco macchine però il punto fondamentale rimane quello dell’integrazione del macchinario nel processo aziendale.
Proprio l’integrazione, insieme al requisito fondamentale ed in qualche modo accessorio e propedeutico all’integrazione rappresentato dall’interconnessione, rappresenta uno dei punti chiave per il passaggio dell’azienda ad Industria 4.0 ed infatti questi 2 requisiti sono obbligatori per ottenere l’iperammortamento. 
 
A poco vale, secondo il nostro parere, acquistare un bene strumentale tecnologicamente avanzato ed usarlo “alla vecchia maniera”, senza che questo venga messo nelle condizioni di portare un contributo sostanziale all’innovazione del processo produttivo aziendale: si godrà di un beneficio fiscale (benvenuto, ovviamente) senza che questo sul medio termine porti ad un reale aumento della produttività e competitività dell’azienda.
 
L’investimento dovrebbe essere frutto di una riflessione e di un progetto di innovazione che riguardi potenzialmente tutta l’azienda, sia dal punto di vista produttivo che organizzativo e che consideri l’utilizzo estensivo delle tecnologie abilitanti che sono alla base di Industria 4.0 e che, soddisfacendo agli obblighi di legge, permetta un miglioramento dell’azienda nel suo complesso e permetta anche di accedere ad un’agevolazione più ampia dal punto di vista fiscale.
 
Si pensi che il 130% di superammortamento equivale ad un +7,2% di maggior risparmio sul costo del cespite, mentre il 270% di iperammortamento equivale ad un maggior risparmio del 40,8% creando in qualche modo anche una certa capienza per gli investimenti legati all’ottenimento di tutti i requisiti necessari  e richiesti dalla legge per poter accedere a questa agevolazione.
 
Quindi ben venga il superammortamento, tuttavia per l’azienda che voglia sposare la filosofia di I4.0 l’obiettivo dovrebbe essere quello di mirare all’iperammortamento come conseguenza di un percorso virtuoso di innovazione. 
 
Lo Studio Miotti è a disposizione per fornire consulenza su progetti di sviluppo, innovazione e digitalizzazione.
 

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